Consiglio comunale del 23.12.2019, affidamento in concessione del servizio di riscossione spontanea e coattiva delle entrate tributarie, dichiarazione di voto del gruppo "Belvedere città futura" Stampa
Scritto da gruppo consiliare "belvedere città futura"   

Signor Presidente, Sig. Sindaco, Sig.ri Assessori, colleghi Consiglieri, gentile pubblico presente.Principalmente, ai sensi dell’art. 57 del regolamento, poniamo sul punto una questione pregiudiziale proponendo il ritiro o comunque il rinvio della trattazione per i motivi che ci avviamo a precisare.

L’affidamento in concessione del servizio di riscossione non solo coattiva ma anche ordinaria di tutte le entrate tributarie e patrimoniali dell’Ente, era oggetto già contenuto nell’ordine del giorno di questo consiglio nella seduta del 09/08/2019 e nella seduta del 28/11/2019 per la relativa approvazione.

Richieste di rinvio arrivate principalmente dai consiglieri di maggioranza con il voto favorevole di questa minoranza e giustificate dal fatto che vi erano in quella proposta, in quei capitolati, criticità non solo tecniche ma anche di merito che non ne permettevano l’approvazione e che ne suggerivano un rinvio.

In seguito a quei due rinvii, si sono tenuti due incontri tra i gruppi per capire quali fossero i criteri per l’affidamento in concessione del servizio di riscossione ed inoltre, in quelle sedi, ci siamo confrontati su molti aspetti suggerendo alcune nostre proposte.

In particolare nell’ultima riunione di mercoledì 4 Dicembre, i gruppi di maggioranza e minoranza hanno discusso e si sono confrontati sul capitolato presentato al Consiglio Comunale del 28 Novembre scorso. In quella riunione abbiamo fatto delle proposte fra le quali:

  1. Affidare in concessione il servizio di riscossione delle entrate relativamente alla gestione coattiva, residuando all’Ufficio tributi la riscossione ordinaria (spontanea).
  2. La diminuzione degli aggi in favore del concessionario. A tale proposito nella riunione tenute avevamo suggerito di inserire comunque un tetto nel corrispettivo dovuto dal Comune al concessionario sia per ciò che riguarda il ruolo ordinario che il ruolo coattivo. In alternativa avevamo suggerito di abbassare la percentuale di aggio al raggiungimento di un determinato corrispettivo. Proposte che oggi non  vediamo inserite nel capitolato oggetto della deliberazione.
  3. Specificare la titolarità dell’Ente nella formazione del Piano finanziario Tari
  4. Prevedere una seria lotta all’evasione prevedendo come incentivo un agio maggiore sempre legato al maggiore riscosso.

Ebbene oggi ci troviamo ad approvare un capitolato completamente diverso rispetto a quello discusso nella riunione del 4 Dicembre scorso. Nuovo capitolato che ci viene inviato solo in data 17 Dicembre unitamente alla convocazione del presente Consiglio.

Nuovo capitolato che ancora una volta non è stato sottoposto al vaglio della minoranza consiliare.

Capitolato che presenta delle novità importanti le quali non sono state oggetto delle riunioni precedenti.

Ebbene ancora una volta ci ritroviamo in Consiglio con una proposta già definita e non concordata.

Ci chiedete di collaborare ma alla fine oggi come in passato decidete di fare da soli.

Molte secondo noi sono le criticità che non ci portano ad esprimere un voto favorevole.

  1. RUOLO ORDINARIO

Noi riteniamo che il ruolo ordinario possa essere regolarmente gestito dagli uffici comunali.

Questa nostra tesi è suffragata dai dati sulla riscossione.

Ad esempio per ciò che riguarda il ruolo servizio idrico, e sulla problematica riguardante l’aumento di questo tributo parleremo più avanti, si legge dalla delibera di giunta n°  111 del 28/11/2019 che l’ente ha riscosso l’80% (conto competenze e conto residui).  Questo dato di percentuale di riscossione confrontato con i dati riguardanti  le altre entrate dimostrano che l’ente attraverso i propri uffici è stato in grado di riscuotere nell’anno 2018 in conto competenza: il 74% dell’IMU; il 97% della TASI; il 57% della TARI; il 58 % del S.I.I. Dati che vengono confermati nella media di riscossione degli ultimi tre anni. Dati che confermano quello che da alcuni mesi ci sforziamo di sostenere e cioè che le cause che hanno provocato la dichiarazione di dissesto finanziario dell’ente non sono da addebitare al cittadino moroso.

Dati che non giustificano, altra criticità del capitolato, che si possa arrivare a risolvere il contratto con la concessionaria se quest’ultima non raggiungesse, al secondo anno di attività, una percentuale di riscossione inferiore al 65% come indicato nell’art. 38 n° 12 del capitolato pagina 28.

In pratica volete affidare il servizio di riscossione delle entrate con costi elevati sia per l’ente che per il contribuente e vi accontentate di una percentuale di riscossione uguale se non inferiore a quella percentuale che l’ufficio tributi comunale ha assicurato negli anni.

  1. CRITICITÀ DEL CAPITOLATO E NOVITÀ SOSTANZIALI NON PRESENTI NEL PRECEDENTE CAPITOLATO

a ) conti correnti intestati al concessionario (art. 7);

Rispetto al precedente capitolato, l’attuale prevede, all’art. 7 lettera b, per ciò che concerne la riscossione dei versamenti non spontanei, che i relativi pagamenti  “…sarà effettuato su uno o più conti  correnti postali intestati allo stesso concessionario”…”..le somme riscosse dovranno essere riversate in tesoreria comunale entro il 10 del mese successivo”.

Avevamo proposto una soluzione diametralmente opposto, sulla esperienza di altri comuni quali ad esempio la vicina Scalea, dove il concessionario della riscossione è scappato con il bottino. L’ente non può rischiare di non vedersi accreditate le somme incassate direttamente dal concessionario. E’ più logico utilizzare uno o più conti necessariamente intestati al Comune di Belvedere Marittimo. Sarà poi il comune ad accreditare alla concessionario il relativo aggio.

b) importi fissi pari a 8 euro e compenso di 5 euro (art. 9) (SUL RISCOSSO O ACCERTATO);

Rispetto al precedente capitolato vengono inseriti importi fissi (art. 9) di 8,00 e 5,00 euro. “Tali somme, a carico del contribuente, saranno liquidate al concessionario entro 30 giorni dalla presentazione di regolare fattura”. Non si evince dalla lettura del capitolato se dette somme verranno calcolate sull’effettivo riscosso oppure sull’accertato. Non sono chiare inoltre i corrispettivi spettanti al concessionario  in riferimento ai “rimborsi e recuperi delle spese”. Anche queste voci sono dovute sul riscosso o sull’accertato;

c) Gestione redazione stampa notifica.

Tra gli adempimenti previsti nel vecchio capitolato vi era la “gestione redazione, stampa postalizzazione o notifica a mezzo messo notificatore degli avvisi di pagamento per tipologia di tributo da inviare agli utenti contribuenti anche in forma di acconto e successivamente saldo, a secondo di quanto disposto dall’ente. Nell’attuale capitolato questi adempimenti sono stati stralciati, e dalla lettura dello stesso non si comprende come verranno organizzati.

d) Lettura annuale dei contatori idrici e previsione di due rate (acconto e saldo) di riscossione;

Sull’attività del servizio s3 non è specificata la lettura annuale dei contatori. Nel vecchio capitolato era scritto: “lettura misuratori idrici con personale competente e dotato di apposito tesserino sul quale comparirà, oltre al nome dell’azienda committente del servizio, il nome dell’esecutore, i dati anagrafici dell’operatore e la sua qualifica professionale, nonché la firma del responsabile del servizio; attività questa che decorrerà dal 2021 poiché per l’anno 2020 il servizio è già affidato ad altra società esterna. Nel capitolato non è espressamente previsto il pagamento del servizio idrico in due rate, una di acconto e una di saldo e con l’aumento che avete disposto con la delibera 111 del novembre scorso, sarà un problema per la stragrande maggioranza delle famiglie riuscire a pagare l’acqua in un’unica soluzione.

Come dicevamo prima, in riferimento alle nuove tariffe del servizio idrico integrato.

Bisogna da subito far notare che, leggendo attentamente la delibera di Giunta Comunale la numero 111 del 28 Novembre 2019, non si evincono le motivazioni che hanno portato al forte  aumento   delle tariffe dell’acqua.

Non si evincono le motivazioni per giustificare l’aumento perché non vi sono, nella delibera, l’indicazione dei costi del servizio.

Se infatti andiamo ad analizzare la delibera di Giunta n° 158 del 25/09/2012, l’ultima delibera che ha aumentato la tariffa del servizio idrico integrato a Belvedere Marittimo, quella delibera indica analiticamente il prospetto dei costi di gestione e dimostrazione della percentuale di copertura del servizio. In quella delibera sono indicati: 1) i proventi da ruoli servizio idrico, (indicati per il 2012 in euro 1.322.698,01); 2) le spese di gestione (personale, acquisti, prestazioni di servizio, imposte, oneri ecc., indicati nella misura di euro 1.322.698,01).

Altro dato importante è che dall’approvazione di quella delibera il costo del servizio idrico è coperto integralmente dalle entrate. Il comune non ha coperto con le proprie risorse il servizio.

Per questo motivo è sbagliato motivare l’aumento della tariffa con la dichiarazione di dissesto. La dichiarazione di dissesto non giustifica l’aumento del tributo.

Abbiamo calcolato che, mediamente, il costo per i cittadini del  servizio idrico aumenterà di oltre il 50%.

Se consideriamo come consumo di riferimento pari a 192 metri cubi, per come indicato dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanza attiva, il costo annuo per ogni contribuente passerà da Euro 200,64 ad Euro 318,47 con un incremento di Euro 117,83 pari al 58,73%.

Con questi aumenti, ripetiamo non giustificati dai nuovi costi e dalla dichiarazione di dissesto, il cittadino di Belvedere pagherà un costo del servizio idrico superiore alla media regionale che lo ricordiamo è pari ad euro 301,00. Solo i cittadini di Reggio Calabria e Crotone saranno costretti a pagare più dei cittadini di Belvedere, mentre finanche i ricchi cittadini Milanesi pagheranno  149,00 euro con un risparmio di 169,47 rispetto a noi Belvederesi.

Da ultimo e non per ultimo ancora una volta, come è già successo per l’imposta di soggiorno, questa giunta è più propensa ad agevolare chi più ha rispetto a chi ha meno. Nel determinare le nuove tariffe queste non sono state differenziate tra tariffe per residenti e quindi per uso domestico e tariffe per uso commerciale, artigianale, industriale, zootecnico, rurale, uso ospedali e enti pubblici. O meglio solo la quota fissa, che comunque aumenta di 5 euro per le famiglie e 3 euro per gli altri utenti, viene differenziata. Mentre il prezzo per scaglioni di consumo, che rappresentano il vero costo del servizio idrico, è uguale per tutti gli utenti.

L’utente che dal servizio idrico ottiene dei ricavi in pratica pagherà quanto all’utente che dell’acqua  ne fa un uso domestico indispensabile.

Questa minoranza vi invita pertanto a revocare quella delibera, in quanto non si evincono dalla stessa eventuali aumenti dei costi tali da giustificare l’aumento della tariffa finale. Il riferimento al dissesto finanziario non è infatti motivo dell’aumento in quanto il costo era e sarà completamente coperto dalle entrate senza alcuna copertura da parte dell’ente.

In conclusione e per i motivi sopra esposti, esprimiamo un voto contrario all’approvazione della deliberazione del Consiglio Comunale di affidamento  in concessione del servizio di riscossione spontanea  e coattiva delle entrate tributarie e patrimoniali dell’Ente.

p.s.

Il Consiglio comunale, all'unanimità, ha accolto la richiesta della Minoranza di rinviare il punto iscritto all'odg.

Avv. Barbara Ferro - Avv. Agnese Fiorillo - Avv. Eugenio Greco - Avv. Daniela Tribuzio -  23.12.2019

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