cerca nel sito

Laltrasinistra, Powered by Joomla! and designed by 123WebDesign
la difesa sempre legittima PDF Stampa E-mail
Scritto da franco perre   

Abitavo in via Scogli Oremus in una casa a due piani con giardino prospiciente la spiaggia. Durante i mesi estivi la calura pomeridiana rendeva gli ambienti particolarmente caldi e, per attenuare gli effetti del solleone, lasciavo le imposte aperte per consentire alla brezza marina di circolare liberamente per casa.

Un giorno di agosto il caldo era maggiore del solito e rendeva difficile la  pennichella pomeridiana. Nella impossibilità di riposare decisi di scendere al piano terra solitamente più fresco perché meno colpito dagli effetti dei raggi solari. Giunto nel soggiorno mi imbattei in una giovinetta. Era penetrata in casa  dalla spiaggia attraverso le imposte lasciate come al solito, spalancate. Per un istante i nostri sguardi si incrociarono: i suoi occhi atterriti, i miei pieni di sorpresa. Fu un istante. La giovinetta mi voltò le spalle e in un attimo sparì rifacendo a ritroso  il percorso  precedentemente e portando via piccole e insignificante cose  e, tra queste, un oggetto a me caro. L’indomani, verso le dieci, ricevetti la telefonata del caro Alfredo Massimilla, cancelliere della locale Pretura. Mi comunicava che Nicola La Rocca, il Pretore, mi cercava e voleva che li raggiungessi in Pretura. I Carabinieri, la notte, durante un giro di perlustrazione, avevano effettuato un arresto. Era necessario la presenza di un avvocato di ufficio per celebrare il processo per direttissima.

Mi recai in Pretura e, con mia grande sorpresa, seduta sul banco degli imputati riconobbi la giovinetta che il pomeriggio precedente avevo sorpreso, intenta a rubare, all’interno della mia abitazione. Con distacco e professionalità svolsi il mio ruolo di difensore di ufficio. Forse per la prima e anche l’ultima volta nella storia la parte lesa (il derubato) aveva svolto il ruolo di difensore del ladro. Terminato il processo subito raccontai quanto accadutomi a Ernesto Magorno, all’epoca mio collaboratore che, nel frattempo, mi aveva raggiunto in Pretura. Ernesto, da buon diamantese, non attese un attimo  e subito raccontò l’accaduto al cancelliere, al pretore e al caro Ottavio Scarcello che si rifiutava di credere che quella storia fosse vera. Lo sfottò collettivo si concluse al bar dell’ “Esso”, tra un aperitivo e qualche salatino, mentre Niola La Rocca non si stancava di raccontare  quanto accaduto a tutti gli avventori di comune conoscenza.

Sono passati tanti anni: forse trenta o anche di più. Nel frattempo il sacrosanto principio della legittima difesa si è trasformato in difesa sempre e comunque legittima. Con la proposta modifica della legittima difesa quel lontano pomeriggio di trenta anni fa avrei potuto legittimamente sopprimere una vita umana, la vita di quella giovinetta che, penetrata nella mia abitazione, per il comune sentire  aveva turbato la mia tranquillità, violato la mia privacy e impoverito il mio patrimonio. Certo a nessuno piace imbattersi in una persona che circola in casa e ti porta via qualche oggetto, così come non è piacevole trovare la casa rivoltata dalla visita di non graditi visitatori. Però sono felice.

Felice delle mie convinzioni di ieri e di oggi. Non sono un credente, ma continuo a ritenere fondamentale il concetto di sacralità della vita umana. Un concetto che neanche il giurista del ventennio Fascista Alfredo Rocco, autore del codice penale dell’epoca, aveva osato mettere in dubbio. La civiltà giuridica, la gradualità e proporzionalità dei comportamenti, il diritto naturale alla vita sono principi universali che né Salvini o né l’untore di turno  potranno mai rimuovere dalla tortuosa strada della civiltà giuridica. Sono felice; felice di immaginare quella giovinetta una donna matura; una madre e una nonna premurosa e serena. Il solo immaginare quella giovinetta sepolta sotto un cumulo di terra, da me giustiziata in un assolato agosto di trenta anni fa, mi  incute un solo sentimento: orrore.

Buon Natale a tutti.

Franco Perre -19.12.2018 - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

Questo sito utilizza i cookie per gestire la navigazione ed altre funzioni.Chiudendo questo banner o cliccando su qualunque elemento di questa pagina acconsenti all'uso dei cookie. Per ulteriori informazioni sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, visitare la nostra pagina cookies police.

Accetto i cookie di questo sito.

EU Cookie Directive Module Information