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vergogna e rabbia per il crollo di un muro di cinta di epoca napoleonica PDF Stampa E-mail
Scritto da forum ambientalista del tirreno   

Un senso di scoramento, di vergogna e di rabbia ha colpito Cirella stamattina, nel vedere il muro di cinta dell'Hotel Ducale, di epoca napoleonica, crollato, per un fronte di oltre 20 metri, sotto il peso del retrostante terrapieno gonfio di pioggia.

 

Il sentimento degli abitanti del borgo oscillava tra il dispiacere e la convinzione diffusa tra i cittadini che le opere protette da un vincolo “non si possono toccare” e quindi crollano per l'eccessiva mole di carte da rispettare.

Nella realtà ben diverse sono le cose. Le opere come questa venuta giù, essendo private, devono per questo essere manutenute dalla proprietà, nel rispetto però delle prescrizioni dovute alle opere storiche sotto tutela. Questo porta certamente ad un aumento dei costi, nel rispetto che tutti vogliamo per la memoria dei luoghi, ma, in un corretto rapporto con le Istituzioni, questa è un'opportunità (progetto tipo e controllo dei lavori sono fatti dagli esperti) oltre a garantire correttezza nell'esecuzione.

La cittadinanza tutta dovrebbe farsi carico delle spese dei singoli che non sono in grado di intervenire economicamente, eventualmente ricorrendo a fondi, sia pubblici che privati (pensiamo al dovere delle locali Casse di Risparmio a finanziare con una notevole percentuale degli utili opere di questo tipo).

Nella fattispecie sappiamo che è stata investita la Soprintendenza ai Beni Archeologici di Scalea, quando, in effetti, la tutela spetta alla lontana Soprintendenza ai Beni Artistici di Cosenza, che certamente interverrà.

Il manufatto era da anni in sofferenza (il muro era con evidenza a strapiombo!) e la cosa era stata segnalata dalla proprietà alle Autorità, certamente al Comune di Diamante, forse alla Soprintendenza responsabile, già svariati anni fa.

Non sappiamo se la Soprintendenza, se è stata sollecitata, abbia emesso o meno le prescrizioni dovute per ufficio.

Certo è che il paese perde una dopo l'altra le bellezze che si decantano per favorire il turismo. L'Assessore stesso era recentemente intervenuto in un evento presso l'Hotel, ma più che una sua colpa, è l'intera popolazione a dimenticare, in tempi normali, la propria identità, ritrovandola troppo tardi attorno alle tragedie.

Sarebbe impietoso analizzare in questi frangenti gli indirizzi di bilancio (non solo quello economico ma soprattutto quello delle priorità) del Comune. Non si può chiedere a chi non ha neanche un'idea certa sulla possibilità di una economia qualunque sul nostro devastato territorio che ne abbia una in campo storico culturale. Dovremo attendere altre generazioni purtroppo, dopo il diluvio. Comunicato stampa Forum Ambientalista del Tirreno - 13.02.2013


 

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